More about The Book

Il libro offre la prima ideazione, formalizzazione e applicazione di una nuova branca della filosofia – l’executive philosophy – specifica per l’evoluzione di manager e organizzazioni – e non solo – nonché una nuova figura professionale – l’executive philosopher – radicalmente distinta da consulenti, formatori e coach. Una risposta  strutturata, operativa, efficace e realmente applicabile della filosofia alle sfide, criticità, e impasse che manager e organizzazioni vivono, nonostante gli ingenti investimenti, e che diverse statistiche certificano. In assoluto il primo spazio di congiunzione, collaborazione e corrispondenza reale tra il management-business da una parte e la filosofia dall’altra. Per una reale emancipazione, per una ‘nuova tradizione’: un valore operativo definitivo in un’epoca di semplici ‘valori aggiunti’.

Cosa NON è

  • Una serie di letture suggestive per i manager o raccolta antologica di libere riflessioni e posizioni filosofiche su questioni manageriali.
  • La storia della filosofia liceale portata in azienda.
  • Accademismo impraticabile e distante dalle questioni reali.
  • Formazione, consulenza, coaching.
  • Una traduzione modernamente banalizzante del ruolo della filosofia nella cosiddetta epoca del marketing, della comunicazione, della tecnologia e dei social media, oppure un richiamo all’espressione: “beh, la filosofia apre la mente e aiuta ad affrontare i problemi”.

Perché l’Executive Philosophy?

  • Perché risponde alle esigenze reali di manager e organizzazioni mettendo a disposizione una lettura evoluta, soluzioni radicali e mezzi adeguati e praticabili mai trattati in questo modo.
  • Perché è un’evoluzione – non semplice cambiamento, innovazione o sviluppo – del modo di pensare e agire nelle organizzazioni, nonché di vedere e praticare la stessa filosofia.
  • Perché ‘We don’t have a leadership problem. We don’t have an innovation or performance problem. We have always, and first of all, Thinking Problems’.
  • Perché presenta ciò che manager e filosofi non sanno di avere in comune. Qualcosa che dona la possibilità di evolvere la managerialità, così come la possibilità di ripensare e riposizionare la filosofia.
  • Perché permette di maturare l’idoneità definitiva alla formulazione ciclica di un vantaggio competitivo.
  • Perché rende possibile non trattare effetti e sintomi come veri Problemi, consentendoci di uscire da un quadro di riferimento culturale/manageriale che porta a disfunzionare, innanzitutto, lo stesso mondo organizzativo e manageriale, con impatti gravosi su tutta la società e l’ecosistema.
  • Perché risponde alle domande: ‘Com’è possibile evolvere un profilo manageriale oppure organizzativo?’ e ‘Qual è il vero ruolo – e l’impatto possibile – della filosofia nella – e per la – contemporaneità?’.
  • Perché ‘Thinking is the new Action’.

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